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FABIO CIVITELLI

Catalogo in mostra

 

Un’occasione unica per apprezzare l’arte di uno dei più talentuosi disegnatori Bonelli stimato anche
all’estero, attraverso un’antologica della sua produzione migliore.
Le opere di Fabio Civitelli sono state esposte alla 54 Biennale di Venezia; sue personali si sono tenute in tutta Italia, in Portogallo, Brasile, Croazia e Finlandia.
Per le tavole de La cavalcata del Morto è stato insignito del premio come miglior disegnatore italiano al Salone dei Comics di Lucca 2012.

 

In esposizione e vendita

La cavalcata del Morto
Il mio Tex di Fabio Civitelli
Tex, il Romanzo della Mia vita

 

La cavalcata del Morto (Sergio Bonelli editore)
Il ventisettesimo speciale Tex, uscito in edicola nel luglio 2012, su testi di Mauro Boselli, è il primo Texone affidato a Fabio Civitelli. Una vicenda tinta d’horror, quella de La Cavalcata del Morto, ispirata al racconto di Washington Irving La leggenda della valle incantata, che si presta alla perfezione a esaltare il talento di Civitelli per i giochi di luci e i chiaroscuri.  Tex e i suoi Pards sono chiamati ad affrontare leggende e magia tra paludi e deserti, miniere e villaggi tutt’altro che accoglienti per un’avventura mozzafiato che segna il ritorno di El Morisco.

 

Il mio Tex di Fabio Civitelli (Little Nemo editore)
L’idea e la sceneggiatura de Il Mio Tex sono di Giovanni Battista Verger, appassionato giovane settantenne che ha già al suo attivo saggi d’autore come  “Tex e il sogno continua” e i cinque volumi di “Cavalcando con Tex”.
Il volume racconta attraverso 90 tavole inedite che hanno richiesto oltre 17 anni di preparazione ,un suggestivo viaggio nell’epica western, da un Tex giovanissimo in compagnia della bella Lilith attraverso avventure e pericoli, ritraendolo a fianco dei grandi amici, indiani e non, e contrapposto ai grandi nemici. Un’autentica chicca visiva della quale Sergio Bonelli ebbe modo di scrivere “ questo è uno di quei libri che si spiegano da soli, semplicemente sfogliandoli, dato che è costituito essenzialmente di disegni dinamici, suggestivi e talvolta persino poetici…”

Tex, il romanzo della mia vita (Mondadori editore)
Si tratta di 12 gioielli realizzati in punta di pennino, “suggestive illustrazioni inedite che accompagnano
l’autobiografia di Tex e che hanno il sapore antico di incisioni d’epoca, quasi una primitiva fotografia del
Wild West americano” (cfr. Sergio Bonelli, “L’avventura di un ranger, raccontata da lui stesso” in Tex Willer. Il romanzo della mia vita).
In queste tavole Fabio Civitelli ha ripercorso la vita del ranger: dalle prime sparatorie con Gunny Bill al
regolamento di conti con Tom Rebo per vendicare l’uccisione del fratello Sam Willer, dalla prima
apparizione di Mephisto nei panni di illusionista alle avventure del giovane Tex durante la guerra di
secessione, dal duello con Tagua al giuramento sulla tomba di Lylith, dalle avventure sulle piste del Nord al
fianco di Jim Brandon e Gros Jean allo scontro con il Signore del Male, Mephisto, e i suoi feroci Hualpai.

 

A proposito di Fabio Civitelli

Fabio Civitelli disegna Tex da ormai ventotto anni a partire cioè dal maggio 1985 quando realizzò su testi di Claudio Nizzi il lungo episodio “I due killers”. Giungeva a Tex da un intenso periodo di apprendistato e crescita professionale che lo vedeva seguire la tradizionale trafile attraverso i fumetti sexy, gli albi di guerra, le riviste periodiche approdando infine al nolittiano Mister No che segnava il suo ingresso in Bonelli.
Il Tex di Civitelli viene a cercare i suoi spazi espressivi tra i maestri indiscussi del genere western: dal caposcuola Aurelio Galleppini aoi grandi professionisti del nuovo Tex quali Giovanni Ticci e Fernando Fusco, Guglielmo Letteri, Erio Nicolò ed altri ancora.
Le tavole a fumetti di Civitelli sono tavole colte, ricche di riferimenti, mai improvvisate.
Ambienti, costumi, mezzi di trasporto e armi sono sempre frutto di un’accurata ricerca storica. La linea chiara che contraddistingueva lo stile degli esordi è andata via via arricchendosi di sapienti chiaroscuri. La natura gioca un ruolo da protagonista nelle tavole di Fabio: grazie all’instancabile opera del suo pennello deserti arroventati, ovvero ammantati di oscurità, le acque del mare increspate dai battelli, o i picchi selvaggi delle montagne, prendono vita. La luce è la vera protagonista dell’arte di Civitelli: luce calda del deserto rovente, luce crepuscolare che attraversa i cieli nuvolosi del tramonto; luce livida emanata dal fuoco nella notte, luce che accende le acque increspate del mare, luce ancora che disegna giochi d’ombra sui visi dei protagonisti. Per quanto riguarda poi le inquadrature possiamo affermare che Civitelli non si ripete mai; vi sfidiamo a trovare in una delle sue storie, sempre piuttosto lunghe, un’inquadratura che si ripeta.
I pards di Civitelli ancora sono suoi e solo suoi: Tex con quella sua bellezza classica da eroe greco, con la luminosità del volto che non dà spazio ad incertezze tra bene e male; Kit Carson che ne è alter ego e contraltare ironico; Carson a cui gli anni trascorsi a vivere pericolosamente non hanno sottratto il sorriso un po’ sornione alla Sean Connery. Civitelli, che ammira la sapienza antica e la fierezza del mondo indiano, non poteva non regalarci un Tiger Jack splendido e fiero; mentre Kit Willer è rappresentato come quell’autentico tizzone d’inferno, scattante ed inarrestabile, che in realtà è. Il mondo femminile infine ha una sua parte importante nell’iconografia civitelliana ed i personaggi, siano essi positivi o negativi, tradiscono una fierezza e sovente una bellezza senza pari.

 

Sergio Pignatone
da “Il West secondo Civitelli”

 



Valter Fraccaro
Mostra: i dipinti nascosti degli Arazzi di Aubusson
Giovanni Colombo
Fabio Civitelli
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Alessandro Filardo
Ida Monopoli Begalli
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Emanuele Prina
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Giancarlo Berlusconi
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FRANCESCO MUSANTE