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FABIO ILACQUA
Fabio Ilaqua nasce a Varese l'otto di Ottobre 1975, ma originario del sud. I primi approcci con la pittura, così come con la musica e la scrittura, risalgono all'infanzia; approcci istintivi, pieni di una gioia disinteressata. Dopo la maturità artistica frequenta l'Accademia di Belle Arti di Brera, corso di scultura, con la speranza di trovare un'alternativa all'asfissiante e nevrotica omologazine di uomini e idee.
Sono gli anni delle letture voraci e disordinate, boccate di aria pura: Pasolini, Stiner, Malatesta e ancora Carver, Fante, Penna, Camus ecc... E poi la musica d'autore, l'immediatezza del suo linguaggio, l'urgenza della musica popolare, naturalmente poetica e i lunghi pomeriggi di discussione con l'amico e poeta Luigi Capelli, ormai scomparso. Terminati gli studi s'imbarca con entusiasmo e rabbia in quella meravigliosa avventura solitaria che è l'arte... ed è ancora in viaggio.

Fabio Ilacqua c'invita ad entrare non tanto in una galleria d'arte, ma in quel luogo suggestivo e allo stesso tempo inquietante che è la galleria della vita.
Maschi e femmine corporei, come sempre, di una corporeità fortemente connotata, corpi che "stanno", direi, che sono esattamente ciò che i latini chiamavano "monumenta", qualcosa che sta e che si ammonisce. Questi corpi, spesso frammentari, questi visi tagliati come nelle inquadrature fotografiche che sottolineano gli occhi fissi su chi osserva, sono anche trasformati anatomicamente per far risaltare quelle parti che l'artista vuole sottolineare. Sono soli davanti a noi, il più delle volte nudi, si stagliano su sfondi inesistenti, non hanno storia se non la loro personale, quella che si portano dentro, liberi dalle connotazioni contingenti del presente. La consistenza dei colori che costruiscono i suoi soggetti assomiglia sempre più alla materia della scultura. Impasti terrosi e pietrosi, mi par di poterli definire, che ci invitano a leggere oltre la superficie. Dentro le masse corporee che dominano la pittura di questo ancor giovane artista, ma giovane solo anagraficamente, ci sono delle anime, dannate dalla necessità di comunicarcil'urgenza di liberarsi dei loro fardelli umani, e gli sguardi, spesso presi e anelanti, si rivolgono direttamente a noi coinvolgendoci nella loro storia. Visitare una mostra d'arte dunque per incontrare un artista fatto di carne e anima per imparare ancora una volta che l'arte ci può aiutare nella nostra esistenza.
Bruno Fasola


Valter Fraccaro
Mostra: i dipinti nascosti degli Arazzi di Aubusson
Giovanni Colombo
Fabio Civitelli
Paolo De Maio
Alessandro Filardo
Ida Monopoli Begalli
Claudia Ferrara
Emanuele Prina
Sara Piazza
Caterina Plodari
Giancarlo Berlusconi
Fabio Ilacqua
marcella chirico
lidia nawrocka
ELISABETTA VIGNATO
FRANCESCO MUSANTE